Lettera aperta al Cardinale Bagnasco
da Paolo Farinella, Prete
Egregio sig. Cardinale,
viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città...... Continua
«Lega e PdL sono due partiti padronali in cui tutto viene deciso a Roma». Ad affermarlo è Paolo Giacon, dell’Esecutivo regionale del Partito Democratico del Veneto e responsabile della segreteria politica del Sen. Paolo Giaretta.
«L’ennesima prova di ciò sono le parole del premier Berlusconi a “Porta a Porta”, frettolosamente smentite e corrette subito dopo la trasmissione. Inutile la smentita di un affannato ufficio stampa: lo sanno tutti a Roma che esiste già un patto segreto tra Lega e “papi”, che prevede il benservito a Galan ed una candidatura leghista alla presidenza del Veneto. Lo dimostrano anche le scelte dei candidati alle amministrative, tutti stabiliti a Roma su un grande scacchiere nazionale alla faccia delle richieste della base territoriale e di un presunto federalismo di partito. Lo dimostra la defenestrazione anticipata di Galan e l’investitura leghista per le prossime elezioni regionali del 2010».
«È arrivato il momento di una seria “operazione verità” nei confronti di forze politiche del centrodestra che fanno finta di essere federaliste e territoriali e che invece dipendono gerarchicamente da pochi capi bastone romani – attacca Giacon, rivolgendosi all’elettorato di centrodestra».
E aggiunge: «Vogliamo smascherare questi furbetti del finto federalismo. Non solo il Popolo delle Libertà, ma anche la Lega sono partiti di tipo feuduale, dominati da vassalli e valvassori e dove solo il volere del premier-papi conta. Possono stare sicuri i veneti: il candidato del Partito Democratico e del centrosinistra alla presidenza della regione sarà deciso, a tempo debito, senza esternazioni precoci, dai circoli territoriali e dalle assemblee del Veneto, senza alcuna ingerenza romana».



